Sezione: Miti e Racconti
LA SPOSA DI TSUNKI
29 Marzo 2012Molto tempo fa, in un villaggio sulle rive di un lago viveva una ragazza di nome Sua.
Tanti uomini la chiedevano in sposa, ma lei respingeva tutti perché aveva fatto un sogno: una notte le era apparso un giovane bellissimo e da allora non faceva che sospirare e pensare a lui.
Finché una sera passeggiava sulla sponda del lago, quando un uomo dalla pelle chiara emerse dalle acque.
Quell’uomo era Tsunki.
Sua fu spaventata per un attimo e si nascose tra le canne di guadúa, ma subito dopo riconobbe in lui il giovane del suo sogno.
Tsunki la invitò a scendere in fondo al lago e lei lo seguì.
Kujáncham, il figlio dello Sciamano
22 Aprile 2011Il vecchio sciamano aveva un giovane figlio, di nome Kujáncham, che desiderava prendere un giorno il posto del padre e che veniva istruito
già da qualche tempo per questo ruolo.
Era infatti l'unico dei figli dello sciamano cui gli Dèi avessero donato talento per sciamanizzare nonché la voglia di farlo.
Lo sciamano aveva anche 3 apprendisti, nella tribù di cui era capo, che pure speravano nella successione, egli li istruiva con cura e dedizione, uno Spirito però gli diceva: "Nessuno di loro sarà mai sciamano".
Era contento di Kujáncham, ma vedeva che perdeva ancora tempo a farsi bello davanti alla gente e con giochi di prestigio.
Spesso quando faceva queste cose, il padre lo ridicolizzava e il ragazzo sentiva mordere il fegato che gli diceva nell'orecchio: "Forse mio padre è geloso di me? Forse teme che abbia presto più potere di lui?"
Gli Ingannatori
01 Aprile 2011Il Ragno aveva una moglie e una bellissima bambina. Un giorno si stancò della sua sposa e divorziò da lei.
Dopo alcuni anni da solo, si accorse della bellezza della figlia, ormai adolescente, e la desiderò.
Disse alla figlia che sarebbe partito per andare a vendere alcuni tessuti (era infatti un tessitore) nel mercato di una città e sarebbe tornato dopo un mese.
La sera stessa, quando fuori infuriava il temporale, qualcuno bussò alla porta della casa del Ragno. "Apritemi, vi prego!" gridò per sopravanzare il frastuono della pioggia. "Datemi solo un riparo per la notte!"
TUWA E LE DONNE POVERE
02 Settembre 2010In un villaggio della Selva vivevano due donne molto povere, non avevano figli mentre i loro mariti erano invalidi e non potevano andare a caccia. Essi trascorrevano il tempo a bere punta (distillato molto alcolico della canna da zucchero) e non si preoccupavano delle loro mogli.
D'altronde la selvaggina, da quando erano arrivati i coloni a innalzare recinti, i cercatori d'oro a inquinare l'acqua e i missionari ad aiutare i nativi era molto poca, ogni cacciatore riusciva a cacciarne solo lo stretto necessario per la propria famiglia, così le due donne povere non potevano contare sul sostegno dei compaesani e avevano solo pochi avanzi di yuca che le altre donne donavano loro.
Una delle donne, che si chiamava Suga, andò dallo sciamano a chiedergli aiuto.
Sciamano disse: "Torna a casa, stanotte manderò i miei Tunchi per te."
La donna ringraziò e se ne tornò.
I tamburi di Nuás
05 Maggio 2010Tanto tanto tempo fa, viveva nella Selva un ragazzo di nome Icham. Come tutti i suoi coetanei quando ebbe dodici anni sarebbe andato per la prima volta a caccia con i guerrieri del villaggio.
Al momento della partenza, la giovane Nuás, che lo amava, gli corse incontro e gli mise al collo una collana di piume di pappagallo. Lui la baciò sulla bocca.
Durante la caccia Icham e suo fratello maggiore Washi si separarono dal gruppo. Un grosso Giaguaro li vide soli e balzò su un albero lungo il cammino per aggredirli. Icham però se ne accorse e con un colpo di lancia lo uccise.
Quando si chinò a scuoiare il Giaguaro, Washi lo colpì alla nuca col machete uccidendolo. Washi era infatti innamorato di Nuás, che però lo aveva respinto.
Poi Washi gettò il corpo del fratello in un burrone, scuoiò il Giaguaro e si riunì ai cacciatori vantandosi di aver ucciso la belva.
Nessuno riusciva più a trovare il giovane Icham. Lo cercarono fino a notte e dormirono nella Selva sperando tornasse, ma l'indomani all'alba dovettero rientrare al villaggio.

